Come presentare al meglio i formaggi su un tagliere

Come presentare al meglio i formaggi su un tagliere

Quella della composizione di un tagliere di formaggi può essere intesa ormai come una vera e propria arte. E’ necessario porre al centro il momento della progettazione, facendo sempre attenzione ai dettagli che rappresentano il tratto distintivo di ciascuna creazione.

L’amore per il cibo in Italia è un fatto noto e, oggi più che mai, la passione per la cucina si intreccia con quella per la fotografia. Facciamo spesso e volentieri veri e propri scatti d’artista alle composizioni più belle e invitanti, poi diffusi tramite i social. Ma come si ottengono? Vediamo insieme alcuni consigli e regole d’oro da seguire per presentare al meglio i formaggi su un tagliere. Sempre ricordando che l’obiettivo finale è quello di offrire agli altri commensali un’esperienza sensoriale avvolgente.

Il materiale del tagliere e la disposizione del cibo

Per quanto riguarda la scelta del supporto, vera e propria vetrina mobile, sarà utile soffermarsi sui diversi materiali tra i quali è possibile orientarsi. Mettendo in evidenza il fatto che è senza dubbio il legno quello in cima alla classifica, visto che grazie alle sue venature irregolari l’impatto scenico offerto è assicurato. Si potrà anche optare per la ceramica oppure per l’ardesia e il vetro. Molto dipenderà anche dal contesto, dallo stile della casa e dall’apparecchiatura.  

In merito alla disposizione dei formaggi sul piano, bisogna procedere ‘a orologio’ ovvero offrendo il cibo in ordine di sapore. Si comincia da quello più delicato fino ad arrivare al gusto più strong, inoltre è buona norma indicare il ‘punto di partenza’. E quanti formaggi possono essere presenti su un tagliere? Almeno tre e al massimo cinque. In tutti i casi sentitevi liberi di giocare con l’offerta di sapori, ricordando di prendere come punto di riferimento alcuni parametri essenziali:

  • stagionatura;
  • tipo di lavorazione;
  • contenuto di grassi;
  • contenuto di acqua.

Per fare in modo che l’offerta di sapori sul tagliere sia più ampia e panoramica possibile, sarà anche corretto selezionare i diversi formaggi a seconda del tipo di latte usato per la realizzazione e dunque di pecora, di mucca o di capra.

Il coltello, la temperatura dei cibi e altri consigli

Tra gli accorgimenti da prendere affinché la presentazione dei cibi sia sempre accattivante alcuni sono relativi a dettagli di stile e sapore per nulla banali. Per esempio, sarà importante esporre il giusto coltello a margine del tagliere: ce n’è uno per ogni tipologia di formaggio. Quello con le lame lisce è perfetto per i formaggi a pasta dura, mentre quello con le lame alte dai 4 ai 6 centimetri sarà più adatto ai formaggi a pasta semidura. Infine, abbiamo il coltello con lame sottili che serve a tagliare i formaggi erborinati. 

Servire il cibo alla giusta temperatura è essenziale per esaltarne il gusto. Il consiglio, essendo il formaggio un cibo che ha bisogno di un po’ di tempo per ‘respirare’, è quello di toglierlo dal frigo almeno un’ora prima di disporlo sul tagliere. Altri consigli? Potreste posizionare delle piccole etichette con il nome di formaggi in modo da rendere i commensali più autonomi nella scelta.

Come abbinare i formaggi: marmellate, confetture e miele

Sappiamo bene quanto sia importante abbinare correttamente cibi e bevande per offrire un’esperienza sensoriale indimenticabile. Quando si tratta di comporre il perfetto tagliere di formaggi bisogna ricordare che sono importanti sia i vini che le marmellate, le confetture e il miele da offrire insieme ad essi.

 Ciascun tipo di formaggio si sposa bene con un determinato vino. Se stiamo parlando di un formaggio piuttosto stagionato, allora dovrà essere accostato un vino rosso strutturato e invecchiato al punto da poter bilanciare il senso di amaro. Nel caso in cui il formaggio sia invece più delicato e fresco, allora il vino ideale sarà uno leggero e dalle intense note olfattive. Un formaggio erborinato invece potrà essere accostato al meglio a un vino muffato o passito.

Un vero e proprio must è poi rappresentato da confetture e marmellate, che assicurano un perfetto equilibrio di gusto al palato. Partiamo sempre dal tipo di latte impiegato nella preparazione del formaggio (capra, mucca, pecora) e poi valutiamo quale sia la sua consistenza (morbido, stagionato, semi duro o semi stagionato). E’ chiaro che a una maggiore morbidezza del formaggio dovrà corrispondere una certa tendenza all’acidulo da parte di confetture e marmellate. E sempre nell’ottica di trovare un bilanciamento, se il formaggio è più deciso nel sapore richiederà vicino un gusto più dolce. Anche il miele viene abbinato ai formaggi: questi ultimi sono alimenti privi di zuccheri e hanno quindi nei cibi dolci un naturale elemento complementare.